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1839–1875

LIBERTAS

Emilio Praga

Sciagura a te, sciagura a te, vegliardo che non amasti mai, e a me t'affacci, aruspice infingardo, gridando: “Guai!”.

Quando rugge la pugna, e si agonizza sul campo di battaglia: quando pei valli dell'orrenda lizza la morte raglia,

chi nei sentieri ove palla non giunge sta in guardia dei giumenti, giumento è anch'esso se desìo lo punge di far commenti!

E lo danni alle forche il capitano, se, a pergamo salito, contro i fratelli che mordono il piano appunta il dito.

Ritorna all'ombra del tuo pergolato, ritorna alla tua chiesa, e, là, mostra spauracchio all'uom curvato la croce appesa:

me libero, me forte e me guerriero crebbe il genio materno, e i passaporti sdegno, ospite altiero, del padre eterno!

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