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1839–1875

LARVE ELEGANTI

Emilio Praga

Come fra nebbia nei boschi caduta, io dell'età vissuta, rammento i giorni sacri al primo amore; quelli in cui sbuccia il core

come dai chiusi petali al mattino un puro gelsomino; quando, coll'alba, discendean, sull'ali dei sogni, a' miei guanciali,

palpiti strani e idoleggiate torme di seducenti forme! Nella memoria mi riposa ancora la vita di quell'ora,

e veggo omeri bianchi e bianchi denti, e labbra sorridenti, e occhi mesti e pupille accese e nere passar davanti a schiere,

lasso! e non una ne sortì, gentile tesor primaverile, a offrirmi i baci, a offrirmi il santo affetto sognato al loro aspetto...?

Eran tutte fanciulle innebriate di danze avvicendate, eran fanciulle che leggean romanzi di fantasimi e ganzi,

eran fanciulle che poneansi al crine fra i vezzi, fra le trine e gemme e perle e corone immortali di fiori artificiali...

ed io già in petto avea l'onda dei versi, e gli occhi al ciel conversi, e già pensoso mi smarrivo a sera, tra i fior della riviera,

ascoltando il sospir che mollemente muove dal sol morente!

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