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1839–1875

L'ANIMA DEL VINO

Emilio Praga

Cara progenie del mio bicchiere, fumi e baldorie, nebbie e preghiere;

urne fantastiche piene di fiori, piene di musiche, piene d'amori;

cara progenie, donde il volo dolcissimo innalzate? Urne fantastiche, ov'è l'orto gentil che vi ha colmate?

Quando gorgoglii nel teschio mio, o santa origine del santo oblio,

come un intingolo della massaia quando i fittabili tornan dall'aia;

quando gorgoglii è tutto tuo l'ingegno, o, a poco a poco, come un intingolo, ti fai bollente del mio cranio al foco?

Ah, solitario se tu lavori, se non t'aiutano i miei dolori;

se cacci l'anima dal suo canile, come dal rischio si caccia un vile;

se, ubbriacandomi come un idiota, conquisto i meriti di un'arma vuota,

e posso credermi una locanda dove un incognito vive e comanda;

ah, solitario ospite mio color di giglio e rosa, se cacci l'anima, l'anima cieca, e abbietta, e dolorosa;

se, ubbriacandomi, mi ribello al destin che me la diede, e posso credermi senza marchio alla fronte, e ceppi al piede...

venga l'obbrobrio dell'uomo sobrio, venga il disprezzo del genere umano! venga l'inferno

del padre eterno, vi scenderò col mio bicchiere in mano!

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