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1839–1875

IN MORTE DI UN BIMBO

Emilio Praga

Ancor vederti sembrami le braccia dimenare come una giovin rondine che tenti di volare,

povero bimbo, piccolo cadaverin sepolto! Quel tuo vergine volto dimmi a chi ride adesso?

Sul tuo recente tumulo poc'anzi ancor sostai; inutilmente i pallidi giacinti interrogai...

Seppellivano un vecchio, o bimbo, a te vicino: un grido del becchino mi rapì le visioni.

Perché nascesti?... dissero alla povera madre che a sé chiamato avevati dei cherubini il padre;

ma le materne lagrime non prevedeva Iddio? Oh lo spietato oblìo che domina nel cielo!

Nel cielo?... Arpìa, silenzio! Ci può la madre udire: la fede ell'ha, diciamole che lo vedrà redire

pura animuccia silfide color di paradiso, a baciarla sul viso, a baciarla sul core!...

Oh gli orrendi spettacoli del nostro cimitero! Un muricciuolo squallido, un campo grasso e nero,

ed una danza assidua di tibie innominate, e smorfie, e ghigni, e occhiate di teschi al sol risorti!...

Le croci, pinte ad olio, o sculte in marmo e in oro, son là, delle famiglie miserrimo decoro,

alla neve, alla pioggia, meste, tarlate, mute... dell'eterna salute ove, ove trovi un segno?

Bambino, l'ineffabile tuo visino d'amore giace fra questi ruderi, circondato d'orrore;

e forse il vecchio scheletro che ieri han seppellito già rotolò stecchito sul tuo piccolo capo.

Deh, quel giorno che, fracida la tua crocetta nera, si smarriran cercandoti il pianto e la preghiera,

bimbo, se tu se' un angelo scendi alla madre accanto e lo spirito affranto come una spiga invola.

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