— Giovinettina pallida,
deh mostrami, se il sai,
mostrami il mio sentier!
— Come potrei mostrartelo,
se ignoro ove te 'n vai,
leggiadro cavalier?
— Il tuo labbruzzo è roseo,
e la tua chioma è d'oro,
ove me 'n vada ignoro.
Ove tu vai me 'n vo!
— Allor tu vieni al placido
tetto ove veglia Iddio
su un povero pastor:
corro a portargli l'umide
rose del labbro mio
e la mia chioma d'or!
— Se basta amarti, o pallida
bimba, per esser tuo,
vale il mio cuore il suo,
e un regno io ti darò.
Sù, monta in groppa! è splendida
col cavalier la vita,
fuggi, amor mio, con me!
— La tua corazza è fulgida,
la spada tua forbita,
bella sarei con te...
Ma il mio pastor giuravami
che la sua vita io sono;
pensa, se l'abbandono,
ch'egli potrìa morir!
— In groppa, in groppa! o pallida
bimba, avrai perle e fiori
sull'abito nuzial;
avrai collana e strascico,
avrai profumi e allori
sul morbido guancial!
— Egli morrà, giuravalo...
E poi, mio bel Sultano,
se non mi dai la mano
come potrei salir?