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1839–1875

DUE CONOSCENZE

Emilio Praga

Io conoscea due vispe vecchierelle che vicino abitavano di casa: le due cuffie eran sempre alla finestra, e per l'aria venìa

un confuso cianciar pien di allegria. Parevan le due candide cuffiette, fra quei vasi di fior, due tortorelle, e or rivolti alla strada, ora alla gronda,

quattro occhietti brillanti studiavan gli uccelletti e i viandanti. Io passava di là quasi ogni sera e m'avean le due donne in simpatia,

ché, fra tanti a ragazze accompagnati, mi vedevan soletto e mi credean dabbene e poveretto. Anch'io le amavo, e un dì, come deserti

vidi i balconi del convegno antico, chiesi novelle: moribonda l'una l'altra al letto davanti a pregar la madonna e tutti i santi.

L'ammalata morì; fu un epitaffio breve alla porta della chiesa, e un requie di più. L'altra tornò nella sua casa stretta, oscura, pudica

come la bara della estinta amica. E più di quella restò forse chiusa. Quando al sol si riaperse, oh cosa triste! intisichian non innaffiati i fiori,

e la vecchia languente guardava intorno e non vedea più niente. Dimenticato anch'io, son mesi e mesi che ho mutato cammin, come gli uccelli

che sul miglio infedel piansero molto, poi decretâr lo sfratto. I fiorellini erano morti affatto.

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