Skip to content
1839–1875

DAMA ELEGANTE

Emilio Praga

Quella superba sua faccia serena passar la vidi tra la folla oscena, e vidi gli occhi della folla ardenti sprofondarsi ne' suoi,

come attoniti e opachi occhi di buoi. Mordea la folla collo sguardo muto le nudità di latte e di velluto, e correa, dietro i vaghi ondeggiamenti

del morbido corsetto, i profili del largo, augusto petto. E allor pensai che poiché brilla il sole sulle paludi e sulle verdi aiuole,

irradiar poteva in una festa la pura faccia di una donna onesta! Ma, seguendo il suo strascico di seta, il mio cor sospirava: — O bella creta,

va', domanda alla Venere di Milo la lista dei cretini che vide immoti a' suoi piedi divini!... E sentirai dalla vetusta dea

come la forma strangoli l'idea, come al vergine altar della bellezza sorga stolto e profano il basso incenso dell'ossequio umano!

O bella creta passa nella festa poiché sei tanto bella e tanto mesta, in mezzo all'orgia delle voglie, illesa; passa candida e altera e non compresa!

Adorino il tuo riso incantatore, agognino al tuo fiato e al tuo pallore, bevan l'abisso delle tue pupille, e l'aurora che vola

dalle tue labbra colla tua parola... Sarà l'inno del verme all'infinito, sarà il ringhio che simula il ruggito, non sarà la bestemmia e la canzone

che merita la donna, quando è l'angelo, il santo e la madonna! E tu non sei del mondo, o bella creta, no, del mondo non sei, né del poeta;

né del poeta, o stella passeggiera, né del marito che ti abbranca a sera! —

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
DAMA ELEGANTE · Emilio Praga · Poetry Cove