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1839–1875

BALLATA ALLA LUNA

Emilio Praga

O notturno splendore, o vergine divina! Tu che commuovi, sorridendo, il core dell'uomo e dell'oceano,

solitaria dei cieli, adoro la tua luce, amo i tuoi veli! Te fra le viti e i gelsi del mio suolo natio,

fanciullo io vidi e ad astro mio ti scelsi; fosse felice o in lagrime, da quel giorno, o mia Dea, quest'anima, sperando, a te volgea!

Come sei bella, o luna, quando il viso ti specchi nel mite tremolio della laguna; come bella, fra i pallidi

scogli della montagna, quando sul ghiaccio il tuo raggio si bagna! Ma chi dirà, divina, di che fulgor ti vesti,

se tu sorgi infocata alla marina? Il pelago scatenasi, e placido e giocondo il tuo disco s'innalza e irradia il mondo!

Ed io ti amai sul piano, ti amai, luna, sui monti, e nel cupo fragor dell'oceàno... ma non mi tocchi l'anima

quando, dimessa e stanca, seguiti il sole in camiciuola bianca! O vergine d'amore, se tua beltà lo vince,

non indugia a pregar nostro Signore, che, quando il sol ci illumina, ti tenga in paradiso, perch'io solo di notte amo il tuo viso!

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