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1839–1875

APRILE

Emilio Praga

Creso pagò con lucciole ed Elena ha sorriso: la terra e il paradiso favellano d'amor.

La timida lucertola, che lambe i muri infranti si arresta a udir dei canti e a contemplar i fior.

Le nuvole sorvolano tutte color di rosa, e la gleba pietosa geme di voluttà!

Ecco dagli olmi e i frassini la vetustà sparita; la selva ha nuova vita, le foglie... eccole là!

E colle foglie i nidi. — O fanciulletti l'albero rispettate e le sue culle! S'oggi rapite i poveri augelletti, doman potrete rapir le fanciulle.

Deh! serbatele al vol le molli ale... il volo è l'Ideale! Credo che i morti stesi nella fossa sentano anch'essi il risveglio d'Amore,

che nude, infrante, gelide quell'ossa, l'april vi innesti un ignorato fiore. — Povero padre! il sole è così bello e tu sei nell'avello!

Laghi, cime diafane, cerule lontananze, dove arcadiche stanze sogna il poeta ancor!...

Dove dell'arpa eolia vibra tuttor la corda, dove sospira il giovine e il vecchio si ricorda;

del sempiterno artefice note, poemi e tele!... Come il vento alle vele oh! date il volo ai cor!

April! — dal verno pallido l'uomo esce mesto e stanco!... Pongli all'occhiello il giglio, dagli una donna al fianco!

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