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1839–1875

ANCORA UN CANTO ALLA LUNA

Emilio Praga

Corna a ponente, luna crescente! Fuori lucertole e moscherini,

bruchi, larvuccie e farfalluccie, lumache e rane fuor dalle tane:

il segno è certo, tutti all'aperto! Presto, rotonda — e rubiconda nella bonaccia,

la bella faccia risplenderà. Corna a ponente, luna crescente!

Betulla e salice, olmo ed ulivo, querciol, cipresso, il tempo è adesso

di dondolare e di cantare: il segno è certo, fuori al concerto!

Cadenze e inchini — e dei più fini al dolce viso che in paradiso tondeggierà!

Corna a ponente, luna crescente! Oh come è limpida la collinetta,

e l'aria pura sulla pianura; oh senti i cori nei sicomori,

giù per le chine che cavatine! Di re venuta — no, non saluta musica tale!

Ve'! l'immortale comparsa è già! Corna a ponente, luna crescente!

E anch'io, crisalide forse di un astro, da un sassolino a te m'inchino:

luna cornuta che mostri muta l'anel reciso nel paradiso,

di cui lo sposo — già, frettoloso per consolarti, giunge a portarti l'altra metà.

Corna a ponente, luna crescente! Addio, mia vergine, felici amplessi!

Io vado a letto, ché, a parlar schietto, l'infreddatura mi fa paura!

Ma il raggio blando di quando in quando alla finestra — tu mi balestra: mi udrai sognare

e ricantare la tua beltà! Corna a ponente, luna crescente!

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