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1839–1875

ALLA SULTANA

Emilio Praga

Aiutami a vivere, mia bella sultana, la vita dei reprobi volubile e vana.

Sia sole, sia nebbia, m'innonda di baci! Se inneggio o bestemmio tu ascoltami e taci.

Deh!... Taci ed ascoltami: mi adora e non parla! L'amore ineffabile detesta la ciarla!

Di sguardi satanici, di eterei sorrisi, i nostri s'infiammino due pallidi visi!

Facciam delle coltrici gli Elisi e l'Inferno!... Si ingoii l'assenzio se manca il Falerno!

Te nuda assomiglio, mia carne ideale, al legno d'un feretro che avesse le ale.

Oh!... I mistici effluvii che hai tu nella gonna!... Talvolta fantastico che il Nume è la donna.

Che l'Arte è la femmina, che il cielo è l'amore, che il lezzo è profluvio, che il fango è splendore!

Oh!... Candida, candida la nostra cortina da cui, stanchi e lividi, ci assal la mattina!

Tu dici: “O amatissimo, sei Giove, e io son Frine!...” scotendo sugli omeri le chiome corvine...

Rispondo: “Silenzio... non parlo e tu taci!... Ritorna qui al tiepido... m'innonda di baci!...”.

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