Aiutami a vivere,
mia bella sultana,
la vita dei reprobi
volubile e vana.
Sia sole, sia nebbia,
m'innonda di baci!
Se inneggio o bestemmio
tu ascoltami e taci.
Deh!... Taci ed ascoltami:
mi adora e non parla!
L'amore ineffabile
detesta la ciarla!
Di sguardi satanici,
di eterei sorrisi,
i nostri s'infiammino
due pallidi visi!
Facciam delle coltrici
gli Elisi e l'Inferno!...
Si ingoii l'assenzio
se manca il Falerno!
Te nuda assomiglio,
mia carne ideale,
al legno d'un feretro
che avesse le ale.
Oh!... I mistici effluvii
che hai tu nella gonna!...
Talvolta fantastico
che il Nume è la donna.
Che l'Arte è la femmina,
che il cielo è l'amore,
che il lezzo è profluvio,
che il fango è splendore!
Oh!... Candida, candida
la nostra cortina
da cui, stanchi e lividi,
ci assal la mattina!
Tu dici: “O amatissimo,
sei Giove, e io son Frine!...”
scotendo sugli omeri
le chiome corvine...
Rispondo: “Silenzio...
non parlo e tu taci!...
Ritorna qui al tiepido...
m'innonda di baci!...”.