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1839–1875

ALLA RIVA

Emilio Praga

Quando scendo alla riva del mare lungo il lido di sabbia minuta, ove tragge la barca sparuta il nocchiero che all'alba tornò;

o fanciulla, vien meco, è salubre questa brezza che l'onda c'invia, che arrivando per libera via le miserie dell'uom non sfiorò!

Vieni meco: i fanciulli del lido sono belli, son semplici ancora, ché del mondo non vider finora che quest'acque, e le stelle del ciel!

E se fermo a un timon neghittoso troverem qualche vecchio nocchiero, ti dirà se di pioggia è foriero quel vapore che al sole fa vel.

Vieni meco io ti voglio alla riva per mostrarti l'immenso oceàno, e poi dirti che al lido lontano volerei per poterti fuggir.

Vieni meco: io ti voglio alla spiaggia perché innanzi a quest'orridi abissi, I desir, da cui siam crocefissi, potran forse umiliati svanir.

Per mostrarti in la sabbia minuta l'orme nostre, che in giri ritorti, come fosse di piccoli morti, già dall'aura si colmano ancor;

e poi chiederti, o indegna, se il vento sorgerà, come sorge su d'esse, a distrugger le traccie che impresse m'ha un tuo sguardo, un tuo detto nel cor!

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