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1839–1875

7

Emilio Praga

Come un mortale anelava il fuggente globo di Venere; e le montagne sotto il dì nascente parean di cenere.

Era l'ora del sonno, e del dolore, e dei patiboli; l'ora che il frate le celle, e l'amore lascia i postriboli.

L'ora che, errando per la fredda chiesa, sbadiglia il chierico; e la matrona si dibatte, appesa a un sogno isterico.

Dalle cantine stridevano i galli col canto rauco; e le lanterne erano sgorbii gialli sul cielo glauco.

Qualche tempio qua e là si dipingeva di negre spoglie; e il pispiglio dei passeri sorgeva fuor dalle foglie.

Ed era un altro dì fra i dì già sorti e scesi al tumulo; un altro giorno che dei giorni morti correva al cumulo.

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