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1839–1875

6

Emilio Praga

Quella notte davanti agli specchi della casa un fantasma passò; e ai ritratti dei poveri vecchi alzò il pugno, e gemendo parlò:

— Siete teschi, laggiù in cimitero, genitori del mio genitor; dadi orrendi del giuoco Mistero, da Dio colmi di sterpi e di orror.

Siete teschi, e nessun più vi dice: “Fingi, ridi, pensoso buffon! La moneta dell'uomo infelice non ha corso, né luce, né suon!” —

Gote mie cui non seppero i baci mascherar del sol velo sincer, quando a braccio di donne fugaci correvamo i perduti sentier!...

Poiché porvi non vale alla mostra, come due palinsesti d'amor; e può leggervi il volgo la giostra combattuta dai mille dolor;

poiché al volgo narrarle non lice le vittorie dell'aspra tenzon; e il quattrino dell'uomo infelice non ha corso, né luce, né suon...

Oh cadete, mie pallide gote, e sull'ossa lasciate impietrir l'onestà delle sfingi, le immote che al deserto non ponno mentir!

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