Oh se l'ava non fosse sepellita, l'ava, l'antico amor della mia vita, s'ella vivesse ancor... pensate il gaudio di appenderle al seno
della mia vita il giovinetto amor; pensate il gaudio, pensate l'incanto!... La sua canizie a questi ricci accanto, questi tuoi ricci d'or,
o bambinello mio vispo e sereno, se la bisnonna tua vivesse ancor! Sta' cheto e attento, o pallido bambino, e mi contempli fiso il tuo visino,
ti voglio innamorar: la sua tomba alla tua culla sospira, povera tomba, andiamola a trovar. Vi riposa la buona vecchierella
che mi seguiva, silenziosa e bella, nei sogni a veleggiar, coi freschi venti che l'infanzia spira, spiaggie d'oro e di perle a imaginar.
E in lontananza sul vago oceàno del mio viaggio tortuoso e strano, più che le perle e l'or, forse già quella santa indovinava,
o bambinello, il tuo futuro albor! E non nato ti amò, povera donna, e pensò di attaccarti alla sua gonna, come si attacca un fior,
e della sua celeste anima d'ava farne rugiada benedetta ancor! Ella è discesa nella fredda terra, e dal buio fatal che la rinserra
non sorgerà mai più: prole di ignoti profanò la casa che fu sua casa, e nostro tempio fu. Ma non tutto esulò nel cataletto
l'idolo mio; non vi inchiodâr l'affetto dei bimbi, e la virtù! È la ricchezza, dalla creta evasa, che renderemo all'anima lassù!
La ereditai per te, mio bambinello, per farti buono, fortunato, e bello di angelica beltà: quella che vive dove l'uom non rode,
e l'ugna d'Eva a graffiar non va. Senti: io morrò di versi e di etisìa, e quel giorno tu pur saprai che sia un amor che se 'n va:
bardo futuro, a lei mi sposi un'ode, e nell'azzurro Iddio mi accoglierà.
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