Ed ella a lui: — Fuggiam da queste bolge
alla nostra pendice;
sotto il verde e l'azzurro il tempo volge
lento e felice.
Avrai l'aperto della tua pianura,
benedetta da Dio;
avrai le rime e i fior della natura,
e l'amor mio.
Io so trovarli i mesti sentieruoli
pieni di caprifoglio,
e in un bosco ben noto agli usignuoli
condur ti voglio.
Ti innonderò di mammole il lettuccio
ai dì di primavera;
e leverò, se vuoi, dal suo cantuccio
la croce nera.
Quella che, mi sovvien, spesso hai guardato
come si guarda un morto,
non già coll'occhio di chi pensi al fato
di un Dio risorto!
Povera croce!... e ne torrò, se vuoi,
i lunghi affetti e i voti,
appesi insieme un dì da tutti noi,
bimbi devoti!
E verrò teco, in mezzo alla campagna,
a semplice orazione;
sull'ara ove sacrifica e si lagna
la creazione.
Crederò, se tu credi, a questo Iddio
senz'occhi e senza trono;
se ti piace e ti serba al tetto mio,
anch'esso è buono!
Ma lascia al fango e all'odio il mondo triste
e gli uomini perversi;
e se sospiri ancor sante conquiste
di santi versi,
deh, ripulisci all'amore il gioiello
della tua dolce vita,
deh, mesci il genio del poeta a quello
dell'eremita! —