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1839–1875

3

Emilio Praga

Lungo il viale, per i viottoli, nelle sale, in mezzo ai portici,

dalla freccia delle aguglie fino all'ultima corteccia,

dove intreccia la sua feccia il ramingo scarafaggio,

perché un raggio dell'albor vi dipinga perle ed or;

nelle ogive che si abbracciano più lascive delle Naiadi;

nelle grotte che somigliano, quando è squallida la notte,

a una botte dove, a frotte, istrioni con megere

vanno a bere; sul manier, nel vallone torvo e ner;

per le vaghe latitudini, per le plaghe che si incurvano,

trasparenti, sulle cerule zone roride fuggenti,

dove i venti, caldi e lenti, van dicendo alla rugiada

(ché non cada pria del dì), la leggenda delle Urì;

dappertutto, in terra e in aria, l'alto lutto ed il silenzio,

le movenze spaventevoli e le magiche apparenze,

son parvenze, son coscienze, son memorie palpitanti,

favellanti in amistà della storia d'altre età!

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