Volge la nostra età per via funesta;
Cristo è di nuovo in croce;
e la vestal nella sua bianca vesta
trema e non ha più voce!
La libertà che idoleggiasti l'hanno
i tribuni e i liberti;
e i liberi davver mutoli stanno
d'infingardia coperti.
Così nell'Arte!... Oh! eran belli i tuoi tempi,
Goethe, Foscolo... Porta!
Una falange di sublimi esempi,
una olimpica scorta!
Noi vaghiam nell'Ignoto. I figli siamo
del Dubbio (oh i grandi estinti!),
siamo i reietti, i fuggiti da Adamo,
dal ciel, dal fango vinti!
E cantiamo una squallida canzone,
che al tuo sereno irride,
una canzon che muove a compassione,
che ride e non sorride!...
Eppur nel fondo vergine del core
una fede ci resta,
che si rivela in preghiera d'amore...
e la preghiera è questa:
casto Poeta del Buono e del Bello,
guardaci ancor dal cielo;
e sia la croce del tuo sacro avello
luce immensa... non velo!