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1839–1875

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Emilio Praga

Eccomi lampeggiante! Colla mia fiamma, errante come la tua speranza, sciogliti dalla creta,

fantastico poeta! Piove — dalla mia stanza sento il rombo del volgo... Dal fango non mi sciolgo

se qualche nuovo Iddio non scende al fianco mio! Avrò sconfitta invano la salamandra? e il vano

grillo ti avrà chiamato inutilmente? e a mille sprecate avrò scintille? Ho il cranio assiderato,

ho la neve nel cuore... son solo e senza amore!... Povero focolare, per chi deggio cantare?

Colle molle mi aiuta! Vedi, un tizzo rifiuta di far arco a una grotta dove ti avrei create

danze di gnomi e fate! La gente mi rimbrotta perché teco favello, perché — o lieto fratello —

col tuo raggio tepente lascio andar la mia mente. Dalla cappa anch'io sento passar fischiando il vento...

Grullo lui! — suo malgrado la mia caligin bruta in nuvole tramuta. E già leggendo io vado

nei tuoi vaghi rabeschi miniature ed afreschi... Ma a chi, mio focolare, a chi posso cantare?

E per chi dunque abbrucio e per chi mi consumo? Pel genio tuo, poeta, per la tua dolce Musa! Oh! il canto non ricusa, non rifiutar le tue sante scintille

che scalderan l'anime a mille e mille! E sia delle mie strofe come avvien del tuo fumo!

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