— Galoppa, farnetica,
bestemmia, sospira,
col sogno, coll'orgia,
col dubbio, coll'ira;
nel fango, nell'aria,
sui letti del mondo,
sul capo profondo
del Bello e del Ver!...
Avviva i fantasimi
che vivono un'ora,
le amiche dell'anima
che un soffio scolora;
ti gonfia di orgoglio,
vigliacco diventa,
tormenta — addormenta
l'illuso pensier!...
Fratello, sul tumulo
sei dunque arrivato;
adesso raccontami
l'immenso passato;
ricordi il tuo viaggio?
Le rive dilette,
le vette — le strette
battute dal cor?
Lo spettro novissimo
spalanca la bocca;
fratello, raccontami
se il vaso trabocca;
la tomba è una pallida
cui l'oro non monta;
fratello, racconta,
l'affronta senz'or!
— Son muto son gelido,
scordai la mia vita;
è nebbia, è caligine
la landa infinita;
fratello, inginocchiati,
degli angeli è l'ora;
le guance mi sfiora
l'aurora del ciel...
Son tre che mi accostano,
son tre che rammento;
son dessi che riedono
nel sacro momento...
Son dessi — un bel pargolo,
la madre pensosa,
la povera sposa
che bacia l'anel! —