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1839–1875

12

Emilio Praga

— Galoppa, farnetica, bestemmia, sospira, col sogno, coll'orgia, col dubbio, coll'ira;

nel fango, nell'aria, sui letti del mondo, sul capo profondo del Bello e del Ver!...

Avviva i fantasimi che vivono un'ora, le amiche dell'anima che un soffio scolora;

ti gonfia di orgoglio, vigliacco diventa, tormenta — addormenta l'illuso pensier!...

Fratello, sul tumulo sei dunque arrivato; adesso raccontami l'immenso passato;

ricordi il tuo viaggio? Le rive dilette, le vette — le strette battute dal cor?

Lo spettro novissimo spalanca la bocca; fratello, raccontami se il vaso trabocca;

la tomba è una pallida cui l'oro non monta; fratello, racconta, l'affronta senz'or!

— Son muto son gelido, scordai la mia vita; è nebbia, è caligine la landa infinita;

fratello, inginocchiati, degli angeli è l'ora; le guance mi sfiora l'aurora del ciel...

Son tre che mi accostano, son tre che rammento; son dessi che riedono nel sacro momento...

Son dessi — un bel pargolo, la madre pensosa, la povera sposa che bacia l'anel! —

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