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1839–1875

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Emilio Praga

O Musa bionda, o giovinetta mia, bella, dolce, soave, che mi dici al mattin la Poesia ed alla sera l'Ave...

tu che, in mezzo alla torbida procella di questo improbo viaggio che si chiama la vita, una sorella e una madre miraggio

dei miei pensieri facesti, o mia Musa, soccorrimi! un bel canto ispirami! —... È una tomba, è muta, è chiusa. Ed illumina tanto!

Ispirami!... La chioma orna di viole, di rose e di verbene, e adergi, o Dea, nel sempiterno sole le pupille serene!

E allor non mi dirai che senti cose da gran tempo obliate; e le rime, castissime mimose, non ci saranno ingrate;

e i bianchi crini del bel veglio, pari ad aureola di santo, c'inviteran, come raggi lunari, alla mestizia e al pianto!

E noi riparlerem di quando ancora l'Arte era un sogno vago; era la Notte che aspetta l'Aurora, la Ubbia che attende il Mago.

Blanda infanzia! Mia seria adolescenza!... Io vi chiamo Manzoni!... Dalla sua cetra ebbero forse essenza le mie poche canzoni!

Sospeso al labbro della madre pia che mi leggea gli Sposi le prime perle dell'Arte ch'è or mia in fondo al cor deposi!

Oggi piangendo vi rammento insieme, o mia madre, o Poeta!... Ella che vive di fede e di speme, te arrivato alla meta!

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