La gloriosa fama de i Davitti,
Che Minerva cantò con dolci versi,
Sendo gli ebrei spiriti perversi
Dal malvagio Phiton morsi, e trafitti,
E perché i granchi son miglior rifritti,
Pietà mi venne, e sì gli ricopersi
In Galilea, ubi Pietro i' persi
Ante musica Gal ter negavitti.
Coche da Busior, stinche, tralecche,
Feste su mittatur, et guzzi nonne
Iurabis ter, zucche senza sprecche.
Allablì, simble sì, talba, meonne,
Lecsalem, scasach, salem molecche,
Algà grazir, marà, gran Calbeonne.
Disse, Domine nonne
Al general, che stava con riguardi
Non sunt, non sunt pisces pro Lombardi.