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1404–1449

XXXIII

Domenico di Giovanni

Se mille volte il dì ne fussi morto io 'l dirò pur, chi vuol crepar ne crepe, che alea, serpillum, porri e cepe heri, cum menta, furon visti in orto.

Or, tosto che del tratto io fui accorto, alza, gli dissi, quod ego legi sepe quanto dispiacque al podestà di Nepe quando da voi Fabio fu morto.

Per questo si tien savia la cicogna che, per scarcarsi dalli tristi cibi, il becco mette là dove bisogna. E se .A. non mancava a dative tibi,

era una gamba, o forse una zampogna, come ne scrisse Ovidio contra Ibi? Et ego dixi sibi: – Va', leggi Prisciano al zero foglio,

troverai che lucerne vivon d'oglio –.

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XXXIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove