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1404–1449

XXXIII

Domenico di Giovanni

Sicché per questo, e per gli atti di Gello Ser Catanzano vide già una fiata Giuseppo con la barba insaponata, Fuggirsi da Firenze pel balzello.

E Gimignan pose pegno il mantello, Perch'a Pontremol si faceva armata, E di pan bianco pieno una infornata Si vergognò veggendo don Baccello.

A i caci raviggiuoli, e marzolini Dee lor parere stran lo star in gabbia, Come c'hann'egli a far con gli uccellini? E io non so uguanno quel ch'io m'abbia,

Ch'i' ho la fantasia fuor de' confini, E non so tanto far, ch'io la riabbia. Deh non menate rabbia Di ciò soldati, che gli è gentilezza

A sudar come l'uovo per freschezza.

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XXXIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove