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1404–1449

XXV

Domenico di Giovanni

Zaffini, e orinali, e uova sode, Molte reliquie di lupi cervieri, Hanno fatto sapere a gli Usolieri, Che ci è delle radici con due code.

E Arno ha tanti nibbi in su le prode, Che se non fusse il suono de' Corrieri, Io credo, che le risa de' forzieri C'insegnerebbon come il granchio rode.

Sicché a lume di lucerne spente Si cava molta colla de' benducci Per risaldar le piaghe d'Oriente. E però i becchetti de i cappucci

Portano un nodo per aver a mente, Che le granate stanno pe' cantucci. E le teste de' Lucci Hanno tanti ossicin bistorti, e strani,

Che farieno impazzare i Fiesolani.

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