Cicerbitaccia verde, e pagonazza,
E gli artigli col becco d'un grifalco
E le dolciate man d'un Maniscalco
Fecio paura a Dudon della Mazza.
E una chioccia, quand'ella schiamazza,
E una gabbia in tetto, e una in balco,
E gli stivali del gran Siniscalco
Mi feciono invaghir dell'acqua pazza.
Sì che i pedignon sono sgranati,
Dolgasi la Città de' Paneruzzoli,
Là ove i porri son propagginati.
E già ne vidi far mille minuzzoli
Da quel di Ganimede abbandonati,
Che portavan le cialde in su i cocuzzoli.
E gli occhi degli struzzoli,
Fagli pestar col sugo del Marrobbio,
E non temer della morìa d'Agobbio.