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1404–1449

XVII

Domenico di Giovanni

Io me credia in corte pigliar tordi, guffi, cucuvezoli in gabbiole, ove son gente de diverse scole e non son matti, né castron balordi,

Anzi al quatrino sempre sono ingordi e vogliono altro cibo che parole. Se tu dì altro dicon che son fole, e s'io non spendo i fatti miei son lordi.

E 'l pover prete sempre è pettinato fino su l'osso, a scana compagnone, poi dice di farlo bon prelato. A poco star diventa ben magrone,

se fusse più che Juda scellerato, spendendo bene a loro intenzione. Fatti questa ragione: che chi va in corte e porta bon borsotto

egli è pievano e vescovo di botto.

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