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1404–1449

XVI

Domenico di Giovanni

Un carnaiuol da uccellare a pesche Vidi senza bulletta con un sozio, E' nugoli tornavan da Tredozio In guarne' bigi, e 'n pianelle fratesche.

Ed i Muggini armavan le Bertesche Veggendo le civaie stare in ozio, Ghiribizzando funghi, e ossocrozio Cogli scoppietti delle fave fresche.

Le sventurate Merle avean gran doglie Dicendo: c'hanno in corpo questi bruchi, Che sempre cacan seta, e mangian foglie? Ed un vagliazzo ch'era pien di buchi

Mi fece cenno, che menava moglie, E ch'al corteo venian Marchesi, e Duchi. Però se tu manuchi Un Beffo impronto colla cuffia nuova,

Parratti il Sol di Marzo un peso d'uova.

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