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1404–1449

XLVI

Domenico di Giovanni

Temendo, che l'imperio non passasse V'andò Imbasciadore un paiuol d'Accia; Le molli, e la paletta ebbon la caccia, Perch'ella tornò men quattro matasse.

E l'Erpice di Fiesole vi trasse All'inferigno odor d'una cosaccia; E' ranocchi ne fecion alle braccia A culo ignudo, colle selle basse.

I' ho dato a un granchio in penitenza, Che biasci pane, e cacio a due gualchiere, Per lo suo andar con tanta continenza. Quando due ghiotti sono a un tagliere,

Tu vedrai sempre per isperienza Affogar lor la mosca nel bicchiere. E se tu vuoi sapere Che testamento fece Lippo topo,

Va', e leggi le Favole d'Esopo.

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XLVI · Domenico di Giovanni · Poetry Cove