Un topo e una topa e un topetto
m'hanno, con lor assedio, consumato.
E', quand'io dormo, escono de l'agguato:
un va da piedi e l'altro dal ciuffetto,
L'altro mi piscia addosso per dispetto;
e quando senton ch'io sono svegliato,
l'un qua e l'altro là subito entrato
e' non li veggio, che sian benedetto.
E, per pigliar li topi maladetti,
trappole ho tese lor e risogallo,
arsenico con lardo ed altri archetti ;
Ed ho due gatti, da fame constretti,
che non li piglian, vedendoli al ballo,
sì tosto d'imbucar par che s'affretti.
E con questi dispetti
io vivo: pensa se ho da consumarmi,
che da tre topi non posso aitarmi.