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1404–1449

XLIV

Domenico di Giovanni

Un topo e una topa e un topetto m'hanno, con lor assedio, consumato. E', quand'io dormo, escono de l'agguato: un va da piedi e l'altro dal ciuffetto,

L'altro mi piscia addosso per dispetto; e quando senton ch'io sono svegliato, l'un qua e l'altro là subito entrato e' non li veggio, che sian benedetto.

E, per pigliar li topi maladetti, trappole ho tese lor e risogallo, arsenico con lardo ed altri archetti ; Ed ho due gatti, da fame constretti,

che non li piglian, vedendoli al ballo, sì tosto d'imbucar par che s'affretti. E con questi dispetti io vivo: pensa se ho da consumarmi,

che da tre topi non posso aitarmi.

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