Fiacco magogo, e barba di cipolla,
Ch'aprir si possa il capo di Medusa,
Perché m'hai fatto star tanto alla musa
Per uno orlicciuzzino di pan di lolla.
E 'l Re Priam perdette l'alta bolla
Nel modo ch'a passare Stige s'usa;
Onde il falso Sinon trovò la scusa
Per lo Greco caval nella midolla.
Volse Androgeo l'alma di Calisto,
Cecina, e Filomena per Megera
A Marzia fecion fare il pianto tristo.
E quando Febo rinovò sua spera,
S'aperse il maladetto Papalisto
Avaccio, e tardi tra mattino, e sera.
Ma nella Primavera,
Siccome dice Seneca a Lucillo,
La salsa nihil val senza serpillo.