Skip to content
1404–1449

XCVIII

Domenico di Giovanni

Un fabro, calzolaio, che fa le borse Tre quarti d'Accia mi vendè a ritaglio; E davami vantaggio un capo d'aglio, E 'l Diavol della moglie se ne accorse.

Trasse le man di pasta, e quivi corse, E colla rocca mi ferì di taglio, Il burro, che mi vidde in tal travaglio, Col tavolin del fico mi soccorse;

Allora incominciò la scaramuccia Tra 'l Notaio dell'Arno, e quel d'Ombrone Per un pulcin, che fu di Donna Andruccia. Sicché si fe' d'un Frate pecorone,

Ch'ancor tutto il Convento se ne cruccia, Che non gliene toccò pure un boccone. Io, per non far quistione, Me ne partì' morendomi di sete,

E per non ber digiun, mangiai un prete.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XCVIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove