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1404–1449

LXXXIII

Domenico di Giovanni

Vorrei, che nella camera del Frate Fussimo un dì colle coltella in mano; Se non ch'io griderò a Nipozzano, Che le porte d'Arezzo fien serrate;

Quanti dì, quante notti son passate Pure aspettando, ed io aspetto in vano; Sommi recato pur la penna in mano Scrivendo a te quarantaduo cartate.

Di quei Pisan, che pagar la gabella Quando gli entraron dentro a quella chiusa; Non ti si fa per or cotal novella; Ma fa che tu di ciò, non sii Medusa;

Anzi fa che si menin le mascella Nel modo proprio, che costassù s'usa. Ser Bernardo ciò usa, Che 'n questa scritta fa: fa collo stocco

A cui l'Orgagna dice: ti dò rocco.

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LXXXIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove