Mari, Bastari, tu, e la tua Betta,
E i Topi, che tu hai a Monte reggi
In mandrie per te; ma tu pazzeggi,
Nel primaccio la lampana rassetta.
Coperto co i Colombi e la berretta
Vo' che la Gatta a mona Checca chieggi;
E che 'l Giardin sia sodo, ti motteggi
Le viti in terra, che non hanno retta.
Presteratti la Iacopa la sua,
E scriveranne al Nencio, e anche al Buono,
Per dare esempio ti farem la bua.
Non ho più lana, e cenci non ci sono;
Vonne col forzeretto un quarto, o dua,
Giovenco ha le camicie, ch'io ragiono.
Pier Frustà pari al suono,
Con orli di gran frangie, e di velluto,
E poscia d'Accia vuol che sia tessuto.