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1404–1449

LXXXI

Domenico di Giovanni

Mari, Bastari, tu, e la tua Betta, E i Topi, che tu hai a Monte reggi In mandrie per te; ma tu pazzeggi, Nel primaccio la lampana rassetta.

Coperto co i Colombi e la berretta Vo' che la Gatta a mona Checca chieggi; E che 'l Giardin sia sodo, ti motteggi Le viti in terra, che non hanno retta.

Presteratti la Iacopa la sua, E scriveranne al Nencio, e anche al Buono, Per dare esempio ti farem la bua. Non ho più lana, e cenci non ci sono;

Vonne col forzeretto un quarto, o dua, Giovenco ha le camicie, ch'io ragiono. Pier Frustà pari al suono, Con orli di gran frangie, e di velluto,

E poscia d'Accia vuol che sia tessuto.

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