Un nugol di Pedanti Marchigiani,
Ch'avevano studiato il Pecorone,
Vidi venire in ver Settentrione,
Disputando le leggi colle mani.
Non più feroci corson gli Africani
A sfibbiar la corazza a Scipione,
Com'i Zoccoli, poi che l'Acquazzone
Faceva scuoter già le pulci a' cani.
E gli Ungheri eran forte impauriti,
Che le vespe gli avean rotti, e sconfitti,
E cogli aghi del cul tutti feriti.
L'Imperador gridava, nitti, nitti:
Chi ha mal d'occhi mangi de' penniti,
Come recita Ovidio nel Disitti.
Molti ne furon scritti
Di Giudici, e Pedanti sì scorretti,
Ch'hanno maggior la foggia, che i becchetti.