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1404–1449

LXXI

Domenico di Giovanni

Guardare i Merli sogliono i Pagoni Nel tempo, che le pecore han la tossa, E con lor voce da silenzio mossa Fanno inforzare i vini, e far cerconi;

E spesso intruonan l'uova de' Cacchioni, Sì che bollendo i Maccheroni a scossa, Struggonsi nel paiuol le polpe, e l'ossa, E vien la pelle a galla in guazzeroni.

Di quel tuo Braccio Sforza, o Scippione, Che sconficcasti in fior di puerizia Cesare, Dario, Plato, e Salamone. O Giunon di Cammilla, che Galizia

Trugiolando la chioma di Sansone, Facesti de' Barbier tanta dovizia. Ma per la gran nequizia, Che Giove usò ad Argo del Vitello,

Le Lepri dormon con gli occhi a sportello.

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