Le rubeste cazzuole di Mugnone,
E mastro Serze, e gli altri cavadenti,
In India pastinaca, tra' Serpenti,
Hanno trovato cattiva pascione.
E quando l'ore s'odon sì, e none,
Vanno in quel mezzo imbasciatrici a' venti
Dell'oriuol, mandate con presenti,
Che non faccin sì volgere il Lione.
Ma se 'l pan fresco col caldo si cuoce,
Perch'hanno le cicogne i piè sì lunghi,
E trema a mezza state lor la voce?
Poni in mezzo il taglier, sì ch'io v'aggiunghi;
Se non che sbavigliando a braccia in croce
Farò piover ranocchi, e nascer funghi.
Acciò ch'io mi dilunghi,
Se la Pecchia cacasse quanto il Bue,
Il mel ravvilirebbe a tre per due.