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1404–1449

LXX

Domenico di Giovanni

Le rubeste cazzuole di Mugnone, E mastro Serze, e gli altri cavadenti, In India pastinaca, tra' Serpenti, Hanno trovato cattiva pascione.

E quando l'ore s'odon sì, e none, Vanno in quel mezzo imbasciatrici a' venti Dell'oriuol, mandate con presenti, Che non faccin sì volgere il Lione.

Ma se 'l pan fresco col caldo si cuoce, Perch'hanno le cicogne i piè sì lunghi, E trema a mezza state lor la voce? Poni in mezzo il taglier, sì ch'io v'aggiunghi;

Se non che sbavigliando a braccia in croce Farò piover ranocchi, e nascer funghi. Acciò ch'io mi dilunghi, Se la Pecchia cacasse quanto il Bue,

Il mel ravvilirebbe a tre per due.

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