Cesare Imperator vago, ed onesto
Non ritrovando il dì di Carnasciale,
Dette una petizione alle cicale
Dinanzi a' cinque savi del bisesto.
Di che come i ranocchi seppon questo
Inanimati contro all'Ufficiale,
Destarono il guardian dello spedale,
Che dormiva sognando fare agresto.
E Scipione era smontato a piede
Per far dell'erba alle chiocciole sue,
Ch'avean fatta la scorta a Diomede.
Non ebbe tanto sdegno Cimabue
Del colpo, che gli dette Ganimede,
Quando gli fece far d'un boccon due.
E la lor quistion fue,
Perch'i castron son molto a noia a' pesci
Portando il verno il fodero a i Rovesci.