Marci Tulli Ciceroni a Gaio;
Deh porta in pace, se ti 'nforza il vino,
Che gli è difetto del vento marino,
Ch'entra 'n casa pel buco dell'Acquaio.
Se la chiudenda tua del Mellonaio
Avesse sgangherato l'usciolino,
Di verno, tra le Squille, e 'l Mattutino
Van dieci, o venti birri per istaio;
O Gaio Erennio, poi che la ventresca
Ti svezzò dell'usar la Cerbottana,
Non pensar che la zazzera ti cresca.
Ma se ti nuoce il mal della Magrana,
Fa stillare una predica Tedesca,
E betela la notte di Befana.
Ragionat'ho al Frullana,
Com'io ho a noia, avendo ben da cena,
Se la tavola, o 'l trespol si dimena.