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1404–1449

II

Domenico di Giovanni

Campane rotte e staffe sgangherate, orpel da ceri e spalle di formiche, e unghie sanguinose e resie antiche, fanno morir le pulci a mezza state.

E' pedicelli, ch'ha nelle mani un frate, che fa 'l dì quattro o cinque magne biche, fanno del culiseo surger l'urtiche, cagion delle fagiane spampanate.

E truovo, nelle cetere de' buoi, che 'l suon de' ragnateli, in val di Stento, è buono a far ballare i colatoi; E le grondaie, infino al fondamento,

hanno saputo come tu non puoi del favagello operar più l'unguento. Tosto che 'l lume è spento, porta un boccal di vino e quattro gotti

e, se fie ver, con esso chiarirotti.

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