In mentre ch'i giostranti erano in zurro,
Gli elmi senza cervella con gran voce
Facendo tutti delle braccia croce,
Dicevan ch'affogavan nel cimurro.
Le tende luminose eran d'azzurro,
Tal ch'ancor rimembrando me ne cuoce,
Ch'io aveva sì secca questa voce,
Che voto arei lo specchio del Gaburro.
Odi, che fantasia venne a un corbo,
Che contendeva collo Dio d'Amore
Dicendogli superbo, ingrato, ed orbo.
Poi starnutì, e fe' sì gran romore,
Ch'una formica, ch'era in su 'n'un sorbo
Si sconciò ch'era grossa di tre ore.
E lo Imburiassatore
Del zipolo, dicea pugnilo, pugnilo;
E la plebe gridava, giungil, giungilo.