Skip to content
1404–1449

CXXX

Domenico di Giovanni

In mentre ch'i giostranti erano in zurro, Gli elmi senza cervella con gran voce Facendo tutti delle braccia croce, Dicevan ch'affogavan nel cimurro.

Le tende luminose eran d'azzurro, Tal ch'ancor rimembrando me ne cuoce, Ch'io aveva sì secca questa voce, Che voto arei lo specchio del Gaburro.

Odi, che fantasia venne a un corbo, Che contendeva collo Dio d'Amore Dicendogli superbo, ingrato, ed orbo. Poi starnutì, e fe' sì gran romore,

Ch'una formica, ch'era in su 'n'un sorbo Si sconciò ch'era grossa di tre ore. E lo Imburiassatore Del zipolo, dicea pugnilo, pugnilo;

E la plebe gridava, giungil, giungilo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXXX · Domenico di Giovanni · Poetry Cove