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1404–1449

CXLVIII

Domenico di Giovanni

Ficcami una pennuccia in un baccello, Ed empimi d'inchiostro un fiaschettino; Mandamel col mangiar, che paia vino, Ch'i' ho di fantasia pieno il cervello.

Tempra la penna, ch'io non ho coltello, Ch'or fuss'io, sendo fuor, suto indovino, Ch'io fui cercato in ogni manichino, In ogni luogo, fuor che nell'anello.

Ora io son qui, Dio grazia, e 'l caso è scuro, Ond'io ti prego, com'io ne son netto, Senza mia pena si ritrovi il furo. Questo scriss'io con un puntal d'aghetto,

E prima il temperai tre ore al muro, Ch'io potessi finir questo Sonetto. Abbi a mente il fiaschetto, Guarda la vesta, e in modo t'assottiglia,

Ch'io non toccassi della meraviglia.

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