Skip to content
1404–1449

CXLIII

Domenico di Giovanni

Qua si manuca quando l'uomo ha fame, Senza aspettar Toiano, o le tre ore; Bene a me in fin qua vien grand'odore, Quando di purgatorio esce il tegame.

Qua si cucina in pentole di rame, Ch'a mangiar la minestra è un dolore; Non vi dico la carne d'un colore Proprio di man, ch'usin filar lo stame.

E se nulla ci manca, abbiamo un cuoco, Che tien la carne sotto la grondaia, E colla neve strutta mette a fuoco. Sì ch'io ci temo di non far gozzaia,

Che 'n vero mi parrebbe un nuovo giuoco Avere a star rinchiuso in colombaia. Sicché per ritornare alla callaia, Non mangio cosa, che niun pro mi faccia,

E già la Quarantina mi minaccia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXLIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove