Albizo mio, se t'hai potenza in Arno
Tra'mi della farsata a Fallalbacchio;
A Liseo, Capirosso, e Zufolacchio,
Che s'immollar tutti iersera indarno.
Attorno, attorno a Banchi mi cercarno,
E io pappava allor com'un'orsacchio,
Quivi in un magazzin, col gran Cornacchio,
Le cui parole, e spalle mi fidarno.
E portandomi i Diavoli a Minosso,
E' mi potrebbon ben esaminare,
Che mi trovasser una croce addosso.
Però, deh non t'incresca di pescare;
E se ti domandasser, com'io posso;
Di' lor, ch'un cieco i' non farìa cantare.
Se stasera a cenare
Di pesci non m'arrechi pien la zucca,
Io fuggirò, per non morir, a Lucca.