Un Naso Padovano è qui venuto,
Che si berebbe Ottobre, e San Martino;
E s'egli avesse in sua potenza il vino,
Berebbe una vendemmia sol col fiuto.
Egli è di buona razza, e ben compiuto
Spugnoso, e rosso assai più ch'un rubino,
E 'l mosto, che va giù nel pellicino
A tutte l'altre vene dà tributo.
Le nari sue son fatte cermanella,
E paion due spilonche di ladroni,
Che chi mira entro vede le cervella.
Un orto v'ha d'ortiche, e malvavoni,
Ginestre, giunchi, canne, e marcorella,
E tutto il verno vi si fan carboni;
Con tanti Maccheroni,
Che sol di questo penso, che sia ricco:
E goccia sempre, che pare un Lambicco.