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1404–1449

CVI

Domenico di Giovanni

Aringhe fresche, e fior di Camamilla, Mosche assetate, e Ungheri feriti, Lattughe fresche, e Asini smarriti, Che non volevan ritornare in villa;

E la gatta col topo si tranquilla, O gufi, quanto fuste poco arditi Rifiutando il tesoro de' Sanniti: Consigliovvi di questo la Sibilla?

Tal si fe' Febo nell'ardente chioma, Quando Apuleio diè per sua malizia Due Romaiuoli, e una soprassoma; Muovasi dall'estremo di Galizia

Il fumo degli arrosti; e vada a Roma Significando, che ce n'è dovizia. E tanta nimicizia È nata fra le bufole, e i ranocchi,

Che per gran sete mi pizzican gli occhi.

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