Non posso più che l'ira non trabocchi,
Veggendo in forza il mio Stato gentile,
Da questo popol meccanico, e vile,
Ch'appena può schermirsi da' pidocchi.
Oh folle Doge, o partigian tuoi sciocchi,
Noi rivogliamo il nostro bel covile
Per bella forza di ragion civile,
Vincendo il piato per punta di stocchi;
O successor di Messer Giorgio Scali,
O Simon Mago tu rovinerai
Per ogni grado, cento, che tu sali.
Colle prigioni, e cacciane se sai,
Per gl'infiniti tuoi solenni mali,
Empierannosi i cessi de' tuoi guai.
Confinato sarai
Puccin gaglioffo, popolaccio sozzo,
Chi in Piccardia, e chi a Tagliacozzo.