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1404–1449

CLXXXIX

Domenico di Giovanni

Non posso più che l'ira non trabocchi, Veggendo in forza il mio Stato gentile, Da questo popol meccanico, e vile, Ch'appena può schermirsi da' pidocchi.

Oh folle Doge, o partigian tuoi sciocchi, Noi rivogliamo il nostro bel covile Per bella forza di ragion civile, Vincendo il piato per punta di stocchi;

O successor di Messer Giorgio Scali, O Simon Mago tu rovinerai Per ogni grado, cento, che tu sali. Colle prigioni, e cacciane se sai,

Per gl'infiniti tuoi solenni mali, Empierannosi i cessi de' tuoi guai. Confinato sarai Puccin gaglioffo, popolaccio sozzo,

Chi in Piccardia, e chi a Tagliacozzo.

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CLXXXIX · Domenico di Giovanni · Poetry Cove