Skip to content
1404–1449

CLXXXIII

Domenico di Giovanni

O Chiavistello, o Pestello, o Arpione, Deh va dormi, e poi cena domattina; Che mona Tessa tua, e la Cecchina Sanno di che grossezza è il mio mellone.

Non cercar più; ch'io dico Moccolone, Perch'io mi sento la lingua nocina; E sai ch'io so, chi fa danno in cucina, E a che otta suona il battaglione.

La gatta è fuori, e i topi vanno a tresca, Rizzasi il batisteo, turando i buchi, Che poi in quel tempo, non si può orinare. L'un tien le vangaiuole, e l'altro pesca,

Ben furon bestemmiati questi bruchi, Perché tu potrai ben gli occhi serrare. Se 'l Becco buon ti pare, Tu n'hai con teco libbre più d'ottanta

Secondo che 'n Camaldoli si canta.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CLXXXIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove