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1404–1449

CLXXX

Domenico di Giovanni

I' ho dinanzi il fondaco del cesso, Di dietro ho fosse, con ranocchi, e botte; Dal lato Can, ch'abbaian tutta notte, E Asini, che raglian molto spesso.

Letamaiuoli vi passano spesso Spalando paglia con merda alle grotte; E hovvi delle Gatte sì corrotte, Ch'a chi vi passa, non fa d'Arcipresso.

Quando la sera ritornando i Micci L'un l'altro in su la schiena sì si morde; Isguainando i bocciardi massicci. Le Donne non vi son cieche, né sorde,

E temo, che la mia non s'accapricci, Vedendo la misure tanto ingorde; Correggie lunghe, e lorde Mi fan la sera quei Micci in su l'uscio

Cacando fave riconcie col guscio.

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