Io son sì magro, che quasi traluco
Della persona, e così dell'avere:
Che s'io vo per la via, son per cadere,
Sì poca è l'esca, di ch'io mi conduco.
Così ho io turato ogni mio buco,
Ch'io non ho più che dar, né che tenere;
Ma ben m'è certo rimaso un podere,
Che frutta l'anno un bel fior di Sambuco:
Ma non mi curo, sì sono avviato,
Che s'io avessi in man il Sangredale,
In picciol ora si saria fondato:
E d'ogni mio principio arrivo male,
Di collo ad ogni amico io son cascato,
Nimico mi diventa ogni mortale:
Gli Uccei, che batton l'ale,
E gli Animai, che son sopra la terra,
Le bestie, e fiere, ognuna mi fa guerra.